Un libro sotto l’albero

Natale 2020. Un Natale certo diverso. Suoni, luci, colori, emozioni e sorrisi. Qualche ricordo che riviviamo, a volte nel silenzio anche un lontano rimpianto.
Sono immagini che torneranno.
Come i riflettori dei teatri che si riaccenderanno.
Io ho il mio lavoro di fotografo. Che voglio tenere fermo nei miei pensieri e nei miei desideri futuri e sotto il mio albero dei sogni metterò un evento, un festival, una storia anche di profonda amicizia nel lavoro che ho provato a raccontare.
Spero di non essere il solo. Auguri a tutti.

Palermo Palermo, Pina Bausch
Raccontare Palermo. 1989/2019
Cade un muro di mattoni ad apertura di sipario, visione indimenticabile di un palcoscenico coperto di macerie.
Palermo, città opera d’arte vissuta in ogni suo angolo, aspetto di un’arte conclusa ed esclusa dal suo essere nel quotidiano fermento delle anime che la popolano, raccontata da Pina Bausch, interpretata come realtà conflittuale, le tinte calde, i cieli azzurri, il traffico maldicente.
Palermo, leggerla ed amarla. Come ognuno vuole. Donne di servitù e mafia in una società patriarcale ad uso e consumo dell’uomo, silenziosa, accattivante, minacciosa.
Spogliare e rivestire l’ animo umano sospeso tra mattoni e tacchi a spillo. Palermo, anima solare di un canto antico che ti prende e danza tra esibizioni di vita e di morte. La Palermo di Pina Bausch
Piero Tauro

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Ricci/Forte Second Edition
Storia per immagini di 10 anni di teatro vissuto su palcoscenici di tutt’ Italia.
Le regie ed il lavoro di Stefano Ricci e Gianni Forte, l’amicizia nata tra noi. I miei scatti fotografici.
..”Citazioni, crossover, interferenze, combines di rauschenberghiana memoria, assemblaggi di objet trouvé provenienti da arti visive, pubblicità, videoclip,  musicals,  Bmovies, fumetti, moda, design stimolano il nostro  sguardo per germinare un immaginario condivisibile.
Poi quando sembra che tu abbia indossato questo salvagente familiare, glielo buchiamo  costringendolo a sbrigarsela da solo, nuotando nelle acque limacciose della crisi. Lo spazio scenico diventa così habitat in cui la politica si incarna nei corpi, nei gesti e nei desideri di ciascuno. Cos’altro è un momento di grazia che fa resistenza contro il mondo dell’orrore livellante?”…… (Ricci/Forte)

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Romaeuropa Festival35
Sasha  Waltz, Milo Rau, Wim Mertens, Bashar Murkus, Katia e Marielle Labèque,  Robert Henke, Kat Vàlastur, Ascanio Celestini, Virgilio Sieni, Baro D’  Evel (la copertina), Elli Papakostantinou, Bartolini/Baronio, Luna  Cenere, Joy Alpuerto Ritter, Astrid Attibesque Julen, Masako Matsushita,  Enzo Cosimi, i protagonisti di storiche rassegne, Anni Luce,  Digitalife, Dancing Days, per chiudere con le note struggenti di  Fabrizio Ottaviucci. Impossibile citarli tutti.
Oltre 230 artisti.
Di  cui ho voluto raccontare la storia di quest’ anno su un palcoscenico  duro da calpestare.
Piero Tauro

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